Ubah Cristina Ali Farah è una scrittrice, poetessa, drammaturga e librettista somalo-italiana. Cresciuta a Mogadiscio, ha lasciato la Somalia nel 1991 allo scoppio della guerra civile e ha vissuto tra l’Italia e altri paesi europei. La sua scrittura attraversa lingue, luoghi e generazioni, interrogando il modo in cui le storie custodiscono e trasformano la memoria, l’identità e l’esperienza culturale.
È autrice dei romanzi Madre piccola (Frassinelli, 2007; nuova edizione 66thand2nd, 2022), vincitore del Premio Vittorini, Il comandante del fiume (66thand2nd, 2014) e Le stazioni della luna (66thand2nd, 2021). Le sue opere sono state tradotte in inglese, francese, tedesco e olandese. Ha inoltre pubblicato racconti, poesie, saggi e libri d’artista, tra cui La danza dell’orice, I capelli del giuggiolo e Le ceneri della fenice.
La sua pratica letteraria si sviluppa in costante dialogo con la ricerca, la storia orale e il lavoro collettivo. Nel corso degli anni ha realizzato progetti dedicati alla memoria delle donne nella diaspora somala, alle narrazioni migranti, al plurilinguismo e alla trasmissione orale delle storie. Nel 2021, dopo 30 anni dallo scoppio della guerra civile, è potuta tornare in Somalia dove ha collaborato con lo United Nations Development Programme a progetti che hanno esplorato la storia orale e la scrittura come strumenti di dialogo e costruzione della pace.
Ha insegnato e tenuto corsi, laboratori e conferenze presso università e istituzioni culturali in Europa, Africa, Nord America e Australia, tra cui Brown University, Yale, Oxford, Berkeley, UCLA, University of Melbourne e Roma Tre, dove ha insegnato Lingua e Letteratura Somala. Ha inoltre partecipato a numerose residenze letterarie e di ricerca internazionali.
È dottoressa di ricerca in Studi Africani presso l’Università di Napoli “L’Orientale”, con una ricerca sul teatro popolare somalo, e laureata in Letteratura Italiana alla Sapienza Università di Roma.